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La mia anima è un fiume che accoglie i giorni di sole e le notti: convengono cigni e gufi. Dualità inseparabile, principio e fine d'azioni compiute. E tanto amore posseggo da muovere l'universo sul mio fiume.
Digli che la paura di soffrire è assai peggiore della stessa sofferenza e che nessun cuore ha mai provato sofferenza quando ha inseguito i propri sogni...
Ma anche dopodomani è un alto giorno e la speranza è l'ultima a morire...per forza se vado avanti così muoio prima io...
Poi guardo il cielo se c'è una stella cadente esprimo un desiderio...solo che la mia dev'essere una stella s-cadente!
Toglietemi tutto ma non il mio ombrell!

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domenica, 11 maggio 2008

Ieri, durante la notte, mi ritrovai al porto. Il cielo era nero pece e si confondeva con il mare. Un alito di vento fresco scompigliava la mia riccia chioma, mentre la luna era solo un'ombra tra le nuvole.

La nave era davanti a me, ferma. Sembrava invitarmi ed aspettare il mio consenso per salpare. Al cenno affermativo del mio capo si mosse, lasciando spumeggiare l'acqua a poppa. 

"Forse sarà una piccola crociera che mi riporterà indietro, o forse no" mi dissi tra me.


A volte abbiamo solo bisogno di vento favorevole che faccia gonfiare le vele, e che ci spinga a conoscere luoghi che ci sembrano irraggiungibili.

Ma non basta.

E’ il senso di una nuova consapevolezza che cresce dentro. Si trasforma in una forza disarmante che ci spaventa, quasi a farci credere che il cambio di stagioni dipenda da noi, quasi a convincerci di possedere la mente degli altri, quasi a godere di come non ci stiate capendo nulla.

 

“Il mondo è mio! Ahahahahahahahah”

I pensieri di Dreamt alle 16:57
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giovedì, 08 maggio 2008

8 maggio 2008.

 

Non esiste musica in grado di accompagnare i battiti di un cuore. Esso ha un ritmo tutto suo, e pompa di  emozioni che la vita, benevola ed ingiusta, ci porge come un omaggio forse unico.

8 maggio 2008 che mi offre occhi di luna piena per poi riprenderseli, strappandoli ai miei.

Parole, indelebili ed eterne, scritte sulla carta che ancora inspiro. Parole, che scorrono dal vetro di un pullman e si mescolano al muto silenzio di un lettore mp3.

Il cursore del mouse lampeggia insistente sul monitor, come ad incitare frasi, che invece rimangono serrate in gola.

Bevo the alla fragola e mango, mentre dalla finestra uno spicchio luminoso mi spia dall’alto. Gli restituisco lo sguardo, sussurrando solo “grazie”.

 

 

Dedico questo post ad una persona davvero speciale.

“Per sempre, con Amicizia e affetto”.

I pensieri di Dreamt alle 23:29
In: vita, amicizia, dediche, emozioni, me
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lunedì, 05 maggio 2008

A volte mi chiedo come sarebbe vivere in un luogo lontano dalla città.

Un luogo dove ti svegli al mattino circondato dalla natura, dagli insetti, dai campi fluorescenti e sterminati.

Un luogo da fatica di braccia piuttosto che mentale, uno di quelli che ti riporta indietro nella Storia.

Un luogo che sprigiona un senso di libertà da brividi e vertigini.

Un luogo dove ti rivedi con gli occhi di un cavallo.

I pensieri di Dreamt alle 22:57
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domenica, 04 maggio 2008

DA  LASSU'


… e poi salire gradini di una torre e guardare il cielo.

Onde grigie che colano diluendosi sinuosamente nella tela della città.

Si diffondono, irrimediabilmente.

Non c’è scampo, neppure in mondi lontani ed irraggiungibili popolati da una sola anima.

Assolutamente distinta e speciale, eppure uniformata alla vita da gocce di colore liquefatto.

 

I pensieri di Dreamt alle 00:14
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venerdì, 02 maggio 2008

 

Andora è un paese senz’anima. La vista del mare dalla collina, i fiori e gli alberelli di limoni lo dipingono in meravigliosi scatti. Ma, guardandola ad occhio nudo e senza un obiettivo davanti, non ha luce, e se ce l’ha sicuramente la spegne al mio arrivo.

Solo una piccola libreria sull’aurelia è in grado di illuminare i miei occhi. Il proprietario è un uomo che credo abbia solo qualche anno più di me, ed ogni volta lo trovo seduto sempre allo stesso modo: le spalle contro la vetrina d’ingresso ed un libro davanti a sé. Incredibile come quel libro si veda prima di lui, come se fosse il suo slogan: “se non l’aveste capito dall’insegna, io vendo libri”. Che poi, basta varcare quella soglia per percepirlo, li senti quasi parlare nel silenzio, e lui dal suo angolo incurante di te, pensa ad ascoltare quello che le sue pagine gli sussurrano. La magia si spezza solo per un attimo, quando gli chiedi un consiglio, ma riprende subito quando si alza e senza una parola ti porge qualcosa che sai già tua, al primo contatto di dita.

Finale Ligure è affascinante. Romantica la passeggiata e suggestivo il suo borgo.

E cosa dire di Genova? Un porto che sprigiona profumi e che ti allarga il campo visivo nei contrasti della città che sembra sovrastarlo. Palazzi antichi color pastello accompagnano i tuoi passi verso il centro. Ti senti piccola ed osservi ogni angolo ingorda di emozioni. Stradine strette ti fanno ritornare alla mente ricordi del tuo amato paese del sud, dove ti lasciavi incantare da quei balconi, uno di fronte all’altro con la biancheria appena stesa. Riesci a sentirlo di nuovo quell’odore di fresco e a vedere persino gli anziani che, in mezzo a quei vicoli, giocavano a carte con un tavolino e quelle tipiche sedie di legno.

Ed alla fine ti trovi davanti una piazza, una di quelle da mozzare il fiato e riprenderlo per espellerlo lentamente. Ti fissi a guardarne i lampioni, la fontana centrale ed i palazzi che la circondano…

I pensieri di Dreamt alle 00:42
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mercoledì, 30 aprile 2008

 

Mutevole lo sguardo del cielo. Sfuggente, come non volesse mostrare il suo volto. Forse tenta di ingannarci con le sue innumerevoli maschere. Pare ne cambi diverse, una per ogni occasione. C’è quella di un azzurro così intenso da lasciare senza fiato, quella rosso arancio che spesso indossa al mattino, c’è quella rosa che invece predilige per la sera, e quella grigia pierrot, lucida di lacrime.

Poi però ne conserva una per i momenti speciali, una che bisogna gustare come un vino invecchiato e pregiato. Essa brilla di luce d’ambra. Piccole perle penetrano negli occhi fino all’anima di chi, stregato e bramoso di possederla, la osserva. Una danza di chiaro scuri, che si dona e si riappropria del suo calore ma che lentamente arde, diventando fuoco che brucia sulla pelle.

I pensieri di Dreamt alle 23:12
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mercoledì, 23 aprile 2008

La metamorfosi del mio leggere: la febbre del punto.

 

Le prime righe sono sempre l’inizio di un viaggio senza meta. Uno di quelli dove ci si ferma per caso, e ci si guarda intorno alla scoperta di qualcosa che attiri, inaspettatamente, la nostra attenzione. Una piccola parola nascosta in un bocciolo di rosa, che sembra schiudersi all’inspirare del suo profumo. Una virgola che ci inietta il suo nettare, da assaporare di palato tra una parentesi e l’altra.

Ma poi, tutto cambia. E’ la febbre del punto.

Divento impaziente, la fronte calda, le guance in fiamme, mentre sangue gelato scorre tra le dita dei piedi e delle mani. Lo sguardo si perde più avanti, nel contare mentalmente le pagine fino alla fine del capitolo, poi torna indietro, cominciando a sbranare frasi e poi periodi interi, senza più ritegno. Le labbra spellate si fanno rosso carne, ed il cuore comincia a cavalcare selvaggiamente.

Con un occhio soltanto guardo l’orologio: segna l’una. Eppure non vorrei smettere, e mi trovo a combattere contro il tempo, e contro la febbre sempre più alta che mi divora.

Per quel punto, un punto che ti lascia con solitudine e vuoto.

Un punto che ti deride, quando ti afflosci come soufflè, completamente spossata.

I pensieri di Dreamt alle 15:15
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lunedì, 21 aprile 2008

 

Lo invidiavo.

Avrei voluto strappargli le vesti di dosso.

Ricucire il mio corpo di ogni singolo lembo di stoffa,

tanto lo invidiavo!

Invece intrusa lo guardai

nel suo intimo leggere parole

sgorgarsi fluide.

Parole, di cui ingordo si nutriva,

come un bimbo sui seni pieni della madre.

I pensieri di Dreamt alle 22:07
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giovedì, 17 aprile 2008

Mentre fuori piove

 

Con il naso freddo incollato alla finestra, osservi fuori. Un sospiro diventa nuvola e ti vedi sotto la pioggia, con la testa rivolta verso il cielo e la bocca aperta. Lo scroscio si schianta sulle spalle e si fionda, riecheggiando, sull’asfalto allagato. Allora allarghi le braccia, mentre al di là del vetro le chiudi su di te, come a voler prendere quel momento.

Ti ricordi della clessidra e la fermi con un movimento di 180°. Così ora è tuo. Lo accartocci tra le mani, per poi riporlo sotto dei piccoli legnetti disposti obliquamente l’uno sopra l’altro, ed alla fine lo bruci. Ti perdi insieme a lui tra le fiamme. Gli occhi scintillano, le orecchie scoppiettano e non puoi che fonderti con il calore che ti si propaga intorno, abbracciandoti lentamente.

L’odore di bosco si mescola a quello di una torta ancora in forno, ed al dolce ricordo di quel piccolo viso infarinato.

I pensieri di Dreamt alle 22:46
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martedì, 15 aprile 2008

MoshUp: che già il nick è tutto un programma.


Vorrei che fossi una tela, perché saprei come dipingerti (non che ne sia in grado eh): un girasole giallo in mezzo ad un enorme prato verde. In cielo invece, solo nuvole grigie.

Non posso farti un ritratto, perché al massimo potrei disegnarti con un pallino come testa, una linea retta perpendicolare, e quattro trattini laterali che stanno per gambe e braccia. E poi potresti pensare che voglia giocarci all’impiccato!

Non mi rimangono che le parole, e magari anche quelle di altri tipo “voglio andare a vivere in campagna ahahhhhhh” o “voglio vivere e goder l'aria del monte perchè questo incanto non costa niente” urlate di primo mattino nel corridoio, tra gli uffici apparentemente muti. Che poi, uno subito non ci pensa al significato di questi versi, eppure ti appartengano, e non per come li canti, sia chiaro.

Hai un modo tutto tuo di nasconderti, e nascondere la tua profonda sensibilità. La trasformi in umorismo, e ci provi gusto a stuzzicare con il tuo “arrabbiati, dai, dai!”. E qualche volta funziona pure, o si finisce con il riderci su.

Sei capace di ascoltare. Non è un ascoltare qualsiasi, è un parlare la stessa lingua, e a volte pure un non parlare affatto.

Per farti svuotare il sacco invece, bisogna usare le maniere forti. “Non picchieresti mai un uomo con gli occhiali ”, mentre lo sto scrivendo mi chiedo ma che vuol dire poi? Al limite te li tolgo prima, no?

Ah! Stai anche invecchiando però, e quasi quasi lo stavo per dimenticare (brutto segno eh?). Quando ti chiedo: “ci sono novità in ufficio?” e tu “no, e poi sono sempre l’ultimo a saper le cose ” ricordati almeno, che due giorni prima mi hai scritto una mail!

 

I pensieri di Dreamt alle 23:01
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